Oggi, confrontandomi con alcuni amici sul tema della quotidianità, ho ricordato
queste parole scritte da Dietrich Bonhoeffer nel 1943 dal carcere di Tegel, parole che considero ogni volta stupefacenti:
“Noi
ci troviamo al centro di un processo di involgarimento che interessa
tutti gli strati sociali; e nello stesso tempo ci troviamo di fronte
alla nascita di un nuovo stile di nobiltà che coinvolge uomini
provenienti da tutti gli strati sociali attualmente esistenti.
La
nobiltà nasce e si mantiene attraverso il sacrificio, il coraggio e la
chiara cognizione di ciò cui uno è tenuto nei confronti di se e degli
altri; esigendo con naturalezza il rispetto dovuto a se stessi e con
altrettanta naturalezza portandolo agli altri, sia in alto che in basso.
Si tratta di riscoprire su tutta la linea esperienze di qualità ormai sepolte, si tratta di un ordine fondato sulla qualità. La qualità è il nemico più potente di qualsiasi massificazione. Dal punto di vista sociale questo significa rinunciare alla ricerca delle posizioni preminenti, rompere col divismo, guardare liberamente in alto e in basso, specialmente per quanto riguarda la scelta della cerchia intima degli amici, significa saper gioire di una vita nascosta ed avere il coraggio di una vita pubblica.
Sul
piano culturale l’esperienza della qualità significa tornare dal
giornale e dalla radio al libro, dalla fretta alla calma e al silenzio,
dalla dispersione al raccoglimento, dalla sensazione alla riflessione,
dal virtuosismo all’arte, dallo snobismo alla modestia,
dall’esagerazione alla misura.
Le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda”.
D. Bonhoeffer
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